Donna che tiene un mazzo di fiori gialli e fa la spesa in un mercato contadino locale.

Gli effetti dell’inflazione su spesa e risparmio in Europa

Inflazione, carovita e nuovi trend: nel 2022, l’economia europea ha vissuto tanti cambiamenti. Per scoprire come hanno reagito gli europei, abbiamo analizzato i dati dei clienti N26 in cinque mercati.

11' di lettura

La Giornata mondiale del risparmio solitamente è un momento in cui fare il punto della nostra situazione finanziaria e pensare a come risparmiare in vista di periodi difficili. Quest’anno le cose sono un po’ diverse, complici l’economia in sofferenza a causa degli effetti della pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina, i problemi che affliggono le catene di fornitura e la crisi del costo della vita. Risparmiare è diventata un’esigenza imprescindibile in Europa e all’estero. Allo stesso tempo, però, l’aumento dei costi ostacola il risparmio, dal momento che il prezzo di ogni tipo di bene, dai generi alimentari agli articoli elettronici, è influenzato da quello del gas e dell’elettricità e sta quindi iniziando a salire a causa dell’inflazione. 

A fronte di questo scenario, la nostra domanda è: in che modo l’inflazione potrebbe colpire i consumatori europei? Ci siamo anche chiesti quale sia la situazione nei vari mercati. Quali paesi hanno risentito di più dell’aumento dei prezzi? E in che modo i clienti N26 dei vari mercati stanno adeguando le proprie abitudini di spesa e di risparmio a fronte della crisi del costo della vita? 

Per rispondere a queste domande abbiamo analizzato i dati sulla spesa e il risparmio di oltre 380.000 clienti N26 in cinque mercati europei (Spagna, Germania, Austria, Francia e Italia) tra gennaio e agosto 2022¹. Abbiamo scoperto in quali paesi si risparmia di più nonostante l’inflazione, dove si continua a non badare a spese per andare in vacanza o a cena fuori e quali sono le nazioni che assistono a un aumento del proprio reddito. Ma non è tutto: abbiamo anche individuato alcune differenze in termini di spesa e risparmio fra uomini e donne. Continua a leggere per scoprire i risultati della nostra indagine. 

I clienti spagnoli e tedeschi hanno risparmiato di più

L’Eurozona ha archiviato il 2021 con un tasso d’inflazione annuo del 5,0% che ad agosto 2022 è salito al 9,1% per poi arrivare a toccare quota 10% a settembre. Nella nostra analisi, svolta da gennaio ad agosto 2022, il balzo più netto si è registrato tra febbraio e marzo, con un aumento dal 5,9% al 7,4%. È stato il periodo dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, che continua ad avere un enorme impatto in termini umanitari ed economici in Europa e nel resto del mondo. In considerazione della rilevanza passata e attuale di questo evento, nell’ambito della nostra analisi abbiamo anche confrontato i dati di due periodi specifici del 2022: gennaio-febbraio e marzo-agosto.

Tra tutti i mercati presi in esame, il tasso di risparmio collettivo più alto tra i clienti N26 è stato registrato in Spagna. Tra gennaio e agosto 2022, gli utenti del Paese iberico hanno infatti messo da parte mediamente il 6,6% del proprio reddito. Al secondo posto troviamo la Germania, dove i clienti hanno risparmiato in media il 5,1% del proprio reddito. In Francia, i clienti hanno iniziato l’anno con qualche tentennamento. Ora sono però rientrati nella media, avendo risparmiato mensilmente lo 0,1% del proprio reddito (3,55 € all’incirca). La diminuzione più netta degli importi medi risparmiati è stata rilevata in Italia, dove anche le abitudini di risparmio hanno registrato le fluttuazioni più marcate. Nei mesi di aprile, maggio e agosto, i clienti italiani hanno speso più di quanto non abbiano guadagnato.

Alcune iniziative messe in atto dai governi di Spagna e Germania potrebbero aver influito sul numero di persone in grado di aumentare i propri risparmi. Ad esempio, a fine marzo il governo spagnolo ha introdotto uno sconto di 20 centesimi al litro sul carburante a beneficio di tutti coloro che utilizzano l’auto nel paese. Inoltre, la cosiddetta “eccezione iberica", approvata a giugno dalla Commissione Europea, ha fissato un tetto al prezzo del gas destinato alla produzione di energia. In seguito a questo provvedimento, le bollette dell’elettricità sono scese notevolmente. Quanto alla Germania, l’introduzione del biglietto da 9 €, un abbonamento mensile che consente di utilizzare i mezzi pubblici e i treni regionali in tutto il paese, potrebbe aver aiutato i tedeschi a mettere da parte qualche risparmio in più. 

In Europa, le donne hanno risparmiato 17 € in più al mese

In linea con il divario retributivo di genere, i nostri dati mostrano che gli uomini hanno un guadagno (in media) nettamente superiore a quello delle donne in tutti i paesi oggetto del nostro studio. La differenza è infatti di circa il 39%. Nonostante questa situazione, tra gennaio e agosto le donne hanno risparmiato regolarmente una quota del proprio reddito maggiore rispetto agli uomini: parliamo di una media del 5,9% contro una media del 3,7% del sesso opposto. Concretamente, questi valori si sono tradotti in un risparmio mensile medio di 112,20 € per le donne e di 95,20 € per gli uomini nello stesso periodo,risultati che coincidono con quanto emerso lo scorso anno nello stesso periodo, e che probabilmente indicano una tendenza più ampia e a lungo termine. 

In tutti i paesi esaminati, marzo è stato il mese più proficuo a livello di risparmio (in termini assoluti) sia per gli uomini che per le donne, che in media hanno messo da parte rispettivamente 222,36 € e 202,57 €. Il periodo ha coinciso con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, sebbene risultati simili siano stati osservati anche nel 2021. Pertanto, nonostante i cambiamenti in termini macro-economici e le agitazioni a livello geopolitico, il picco di risparmio a marzo potrebbe rappresentare una tendenza annuale di portata più ampia. Dall’altro lato, maggio è stato il mese in cui le donne e gli uomini hanno risparmiato di meno (rispettivamente, in media appena il 3,2% e lo 0,1% del proprio reddito mensile). Al secondo posto troviamo agosto. Un risultato che sembra indicare che i mesi immediatamente precedenti e successivi alle vacanze estive siano caratterizzati da un livello di spesa superiore alla norma.

Picco di risparmio tra i clienti spagnoli fra marzo e agosto nonostante l’inflazione da record

Fra tutti i paesi analizzati, è la Spagna ad aver registrato complessivamente i tassi di inflazione più alti. Tuttavia, è interessante notare come i risparmi dei clienti N26 spagnoli siano aumentati mediamente dal 4,6% (del reddito medio) a gennaio e febbraio a ben il 7,2% a partire da marzo. Stiamo parlando di un aumento relativo del 57,2%. Questo fenomeno potrebbe significare che l’incremento dei prezzi ha spinto i clienti spagnoli a mettere da parte somme più cospicue. In linea con la tendenza generale nell’UE, gli utenti spagnoli hanno anche fatto registrare il record di risparmio a marzo, mettendo nel salvadanaio l’11,1% del proprio reddito, pari a 177,89 € in media. 

Anche gli austriaci hanno iniziato a risparmiare molto di più a partire dal terzo mese dell’anno, riuscendo a mettere da parte mediamente fino al 5,8% del proprio reddito nel periodo marzo-agosto. A gennaio e a febbraio, i valori erano rispettivamente pari a -2,9% e a +1,44%. Le quote di risparmio sono salite a partire da marzo anche in Francia, dove gli importi messi da parte sono passati dal -2% allo 0,8% del reddito medio. Potrebbe non sembrare molto, ma rappresenta pur sempre un incremento relativo del 140%. Analizzando i dati più da vicino, abbiamo individuato un mese anomalo: a gennaio, i clienti francesi hanno speso in media il 4,5% in più rispetto al proprio guadagno. Risultano così ancora più sorprendenti i risultati di agosto, mese in cui gli utenti transalpini hanno risparmiato mediamente il 2,1% del proprio reddito.

Aumento dei redditi generale a partire da marzo, ma contraccolpo per i risparmi in Italia e Germania

In tutti i paesi che abbiamo studiato, tra marzo e agosto è stato registrato un aumento dei redditi rispetto al periodo gennaio-febbraio, sebbene l’incremento sia stato moderato in alcuni mercati. Gli austriaci sono stati testimoni di un’impennata dei redditi, superiori a quelli di gennaio-febbraio in media del 17,7%. Questa tendenza ha interessato in misura minore anche la Germania, dove i redditi di marzo-agosto hanno superato quelli del periodo gennaio-febbraio in media del 6,9%. 

Nonostante questo scenario, a partire da marzo i tedeschi, pur continuando a essere nel complesso eccellenti risparmiatori, sono stati in grado di mettere da parte all’incirca la metà di quello che avevano risparmiato nei primi due mesi dell’anno. Il divario emerge sia in termini assoluti che a livello di percentuale del reddito. Tuttavia, l’introduzione del biglietto da 9 € ha permesso ai tedeschi di risparmiare a giugno 119,30 €, quasi 74 € in più rispetto al punto più basso toccato a maggio. 

In base ai nostri dati, è in Italia che i risparmi hanno fatto segnare il calo più netto, passando da un risparmio medio del 4% del reddito fra gennaio e febbraio ad appena lo 0,6% nel periodo marzo-agosto. Si tratta di una variazione relativa pari a -84,2%. Tuttavia, è bene notare che i redditi medi dei clienti italiani sono aumentati del 14,7% nel periodo tra marzo e agosto rispetto ai primi due mesi dell’anno, facendo registrare un incremento relativo nel nostro studio secondo solo a quello dell’Austria.

La spesa per i generi alimentari è diminuita in Francia e Spagna, mentre è esplosa in altri paesi 

Abbiamo osservato trend interessanti anche in fatto di spesa. L’inflazione si è fatta sentire soprattutto nelle categorie "generi alimentari" e "auto e trasporti". 

Fra tutti i gruppi di spesa, gli austriaci hanno destinato la maggior parte del proprio denaro ai generi alimentari, con un aumento medio dell’8,6% tra marzo e agosto rispetto al periodo gennaio-febbraio. I tedeschi, dall’altro lato, hanno speso mediamente il 9,2% in più per i generi alimentari tra marzo e agosto rispetto alla spesa per questa stessa categoria nei mesi precedenti. In Italia si è assistito all’aumento più considerevole in termini di euro spesi per i generi alimentari, pari a +15,6%. Ma non ci sono solo brutte notizie! In Francia, la spesa destinata ai generi alimentari, espressa come percentuale del reddito medio, è invece diminuita dell’8,5% rispetto ai primi due mesi dell’anno. Una tendenza emersa anche in Spagna (seppur in misura molto minore), dove gli utenti hanno speso per questa categoria l’1,0% in meno del proprio reddito medio.

In seguito ai problemi che hanno interessato le catene di fornitura, la spesa dedicata all’automobile e ai trasporti è aumentata in tutti i paesi inclusi nello studio, Germania e Italia in primis. A partire da marzo, in Italia si è osservato l’aumento più marcato fra tutti i paesi esaminati in termini di spesa per "auto e trasporti": gli italiani hanno infatti speso ben il 53,5% in più rispetto al periodo gennaio-febbraio. In Germania l’incremento medio ha raggiunto quota 39,9%, pari a un esborso extra di 24,95 € al mese. Nonostante l’aumento totale del 38% (dato molto elevato), la Francia ha fatto segnare l’impennata meno eclatante di tutto lo studio. 

I tedeschi hanno optato per bar e ristoranti, gli italiani invece hanno puntato sui viaggi

Data la situazione segnata da forti sconvolgimenti, non stupisce che in alcuni paesi le persone abbiano cercato un modo per distrarsi. In Germania, ad esempio, gli utenti hanno destinato ai bar e ristoranti una spesa superiore a quella di tutti gli altri paesi presenti nel nostro gruppo di dati comparativo, passando dal 3,2% del reddito medio a gennaio e febbraio al 4,3% di marzo e dei mesi successivi: in altre parole, un incremento relativo del 31,9%. Seguono gli austriaci, con un aumento della spesa per questa categoria pari al 26,5%, corrispondente a un incremento dal 3,6% al 4,6% del reddito medio. In linea con la propria responsabilità fiscale di quest’anno, gli spagnoli hanno speso meno di tutti gli altri in questa categoria, con una media del 9,3% del proprio reddito.

Gli italiani, invece, si sono goduti l’estate nel migliore dei modi, destinando ai viaggi una quota del proprio reddito salita al 5,6% (75,95 € al mese di media) nel periodo compreso fra marzo e agosto. E poiché tra gennaio e febbraio hanno dedicato a questa categoria solo 36,69 € al mese, l’incremento relativo ammonta al 107%. Gli spagnoli hanno aumentato la spesa destinata ai viaggi del 68,8% tra gennaio-febbraio e marzo-agosto. I clienti tedeschi hanno fatto segnare un incremento del budget riservato alle vacanze più contenuto ma pur sempre notevole, pari al 53,9% nello stesso periodo.


Il tuo denaro con N26

L’obiettivo di N26 è quello di fornire ai propri clienti gli strumenti di cui hanno bisogno per raggiungere i propri obiettivi di risparmio. Il nostro conto corrente online ti permette di impostare limiti di spesa giornalieri e di ricevere notifiche push in tempo reale dopo ogni transazione, per aiutarti a monitorare i tuoi obiettivi di spesa. Passando a un conto N26 Smart, You o Metal, avrai accesso a pratiche funzionalità come Spaces, i nostri spazi separati dal conto principale che fungono da salvadanaio virtuale per aiutarti a risparmiare in vista dei tuoi obiettivi futuri. 

Ma non è tutto: scopri altre idee su come risparmiare e pianificare le spese nel nostro blog, dove trovi articoli e consigli come la regola del 50/30/20. Buona lettura!

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¹La ricerca si basa sull'analisi dei dati aggregati e resi anonimi relativi alla spesa e al risparmio di oltre 380.000 clienti N26 in Europa, nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2022. Per "entrate" si intendono tutti i bonifici effettuati sul conto corrente principale dei partecipanti all'indagine. Per "spese" si intendono i trasferimenti di denaro in uscita dal conto bancario principale dei clienti analizzati. N26 classifica questi trasferimenti in uscita in base al tipo di fornitore, per consentire ai clienti di tenere traccia delle loro spese e del loro budget con N26 Insights. Per questa analisi, N26 ha preso in considerazione il volume mensile di spesa nelle diverse categorie di N26 Insights per analizzare i comportamenti di spesa. Per “risparmio" si intende la differenza tra "entrate" e "spese". 

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