Tirocinio curriculare: cos’è e come funziona

Ecco una breve guida per scoprire il mondo del lavoro durante gli studi universitari.

5' di lettura

Stai studiando e vuoi testare sul campo se la carriera in cui hai scelto di formarti fa per te? Oppure vorresti provare qualcosa di diverso prima di cambiare settore di studi? Un tirocinio universitario è un ottimo modo per acquisire competenze e abilità professionali e per aiutarti a fare chiarezza nella scelta di una professione. Attraverso l’esperienza pratica in un ambito professionale, infatti, puoi arrivare a capire se un certo tipo di lavoro può essere in linea con le tue aspettative, attitudini e aspirazioni, durante l’anno accademico o a cavallo dei due cicli di laurea. Ma cos’è un tirocinio per studenti e come funziona? Vediamolo insieme.

Tirocinio o stage formativo? 

Nella lingua italiana e nella normativa vigente, stage e tirocinio sono considerati termini equivalenti mentre, nella prassi, si tende a fare una distinzione tra: 

  • Tirocinio curriculare obbligatorio, che è necessario ai fini del conseguimento del titolo finale: ad esempio, per le lauree nelle professioni sanitarie, delle scienze motorie, delle scienze sociali, delle scienze dell’educazione, ecc.

  • Stage o tirocinio curriculare non obbligatorio: si tratta di esperienze formative in azienda previste dagli ordinamenti didattici – ma non obbligatorie – degli altri corsi di studio di area umanistica, economica, linguistica, ecc.

In linea generale, uno stage curriculare non si configura come rapporto di lavoro (dunque non prevede necessariamente compenso) e si rivolge a studenti di tutti i corsi di studio, compresi master, dottorati, scuole di specializzazione. Il suo obiettivo è quello di integrare l'apprendimento con un'esperienza di lavoro durante il corso di studi. 

Può essere finalizzato al conseguimento di CFU o meno e per la sua attivazione è necessaria una convenzione tra l’università e un ente (come un’azienda, uno studio professionale, una cooperativa o un istituto pubblico). Inoltre, uno stage deve seguire un piano formativo che viene creato e monitorato dal partecipante insieme a due tutor, uno dell’università e l’altro dell’ente ospitante, che lo affiancano nel periodo di tirocinio e nell’attestazione finale del lavoro svolto. 

Il tirocinio extracurriculare, invece, si rivolge a neolaureati che hanno già completato il proprio percorso di studi e, in quanto tale, non è affiliato con un’università.

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Come funziona il tirocinio universitario: trova lo stage che fa per te

Ci sono diversi modi per trovare uno stage curriculare. Ad esempio: 

  • Chiedi al docente del tuo corso: in base ai tuoi interessi e obiettivi, ti può indirizzare sullo stage per studenti universitari che potrebbe fare al caso tuo oppure darti delle indicazioni sul valore del tirocinio che hai scelto. Informati anche sul sito del corso di laurea per vedere se c’è un referente per i tirocini e, in caso, contattalo.

  • Consulta le offerte di tirocinio dell’università o dei portali: l’ufficio Stage e Tirocini dell’università spesso mette a disposizione dei bandi per la copertura di posti di tirocinio presso enti pubblici o aziende convenzionate. Visita anche siti come Almalaurea o il portale dell’EURES Target Mobility Scheme per avere una panoramica sulle opportunità di stage, in Italia e all’estero.

  • Contatta le aziende: se sai già che in futuro ti piacerebbe lavorare per un’azienda, guarda se nella pagina delle offerte di lavoro sul suo sito web ci sono offerte di tirocinio o prova a contattare il reparto delle risorse umane per vedere se accettano candidature spontanee. 

Se lo stage che hai scelto non ha luogo presso un ente convenzionato con la tua università, dovrai contattare l’ufficio dedicato agli stage e ai tirocini oppure al job placement per avviare la pratica di riconoscimento dello stage. 

Come scrivere una relazione di fine tirocinio

Dopo il tirocinio cosa succede? A stage compiuto, potrebbe essere che ti venga chiesto di redigere un resoconto dell’esperienza. Nella pratica, si tratta di un testo che spieghi il contesto in cui hai svolto il tirocinio e quali risultati hai raggiunto in termini di crescita formativa. 

Non deve necessariamente essere un testo lungo ma è buona norma seguire una struttura come questa:

  • Breve introduzione per spiegare l’argomento del tirocinio, l’ente ospitante e il contesto in cui si è svolto, con caratteristiche ed obiettivi, temi e problematiche affrontate, ecc.

  • Descrizione dell’esperienza svolta: analisi della tua esperienza ed elenco delle principali attività svolte, direttamente o come assistente, e di eventuali corsi o formazione lavorativa ricevuta dall’ente ospitante e ambito, gruppo o dipartimento con cui hai collaborato. 

  • Descrizione ed analisi di uno specifico argomento che hai approfondito durante il periodo di tirocinio e che ha suscitato in modo particolare il tuo interesse. 

  • Conclusioni personali, in cui offri tue riflessioni sul tirocinio. Com’è stata l’esperienza reale rispetto alle aspettative che avevi? Cosa ti ha lasciato? Evidenzia i punti positivi e negativi dell’esperienza.

Conserva la relazione e i documenti dello stage per il futuro. Un tirocinio universitario nel curriculum fa un’ottima impressione ai colloqui!

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