Come trovare lavoro dopo la laurea

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La scuola è finita, e stavolta per sempre. Hai dato tutti gli esami, consegnato i tuoi progetti e discusso la tesi. E adesso? È il momento di trovare un posto dove mettere a frutto ciò che hai imparato. Il problema è che quando bisogna decidere cosa fare dopo la laurea, spesso non si sa da dove cominciare. Per questo abbiamo redatto una guida con le cose da fare e da non fare in fatto di candidature e colloqui, con qualche consiglio per goderti il tuo primo lavoro dopo l’università.

La candidatura

DA FARE: Prendersi del tempo per recuperare le energie 

Non è scritto da nessuna parte che devi buttarti in un lavoro non appena hai conseguito la laurea. Dopo anni di studio, hai diritto a una pausa. Il tuo primo impiego è un’opportunità per ricominciare da zero e il modo migliore per farlo è con la mente lucida. Le cifre sono dalla tua parte: secondo l’ultimo report dell’Istat, in Italia nella fascia di età dai 20 ai 34 anni il tasso di occupazione dei laureati è di quasi 30 punti (28,6%) più alto rispetto a quello registrato tra i diplomati. Quindi, dopo tutte le ore spese sui libri puoi prenderti del tempo per ricaricarti e fare qualche programma per il futuro. 

DA NON FARE: Aspettare troppo e perdere il treno

Secondo uno studio pubblicato nell’American Economic Review nel corso del quale sono stati inviati oltre 8000 curriculum per 3500 posizioni aperte, un periodo di disoccupazione di tre mesi non accende campanelli d’allarme nei potenziali datori di lavoro. Dopo sei mesi, tuttavia, potresti rischiare di non ricevere l’invito al colloquio, e dopo un anno le tue prospettive di impiego si riducono drasticamente. La buona notizia, come mostra lo studio, è che una volta trovato il tuo primo lavoro dopo la laurea, quando cercherai l’impiego successivo l’eventuale periodo di disoccupazione precedente non verrà più considerato.

DA FARE: Scrivere un curriculum efficace

In media solo il 10% delle candidature è seguito da un colloquio. Il che significa che il tuo CV è il tuo biglietto da visita. Non importa che tu abbia fatto 10 tirocini durante l’università o che ti sia dedicato anima e corpo solo allo studio: un curriculum ben scritto ti farà guadagnare più colloqui di uno buttato giù di fretta. Ecco alcuni consigli:

  • Per avere il massimo impatto, limitati a una singola pagina.

  • Per le sezioni dedicate all’istruzione e alle esperienze lavorative usa l’ordine cronologico inverso (ad es. il 2021 prima del 2020), in modo che i tuoi traguardi più recenti appaiano in alto.

  • Evita le constatazioni oggettive, ad esempio "Neolaureato/a in cerca di opportunità nel mondo della comunicazione digitale": frasi come questa non fanno che sprecare spazio prezioso.

  • Lascia perdere frasi fatte e parole vuote. Usa un linguaggio semplice e chiaro e dimostra attraverso la tua esperienza che, ad esempio, hai ottime capacità di problem-solving, invece di limitarti a scriverlo.

  • Opta per una formattazione semplice: usa titoli, date in grassetto, un carattere base (ad esempio l'Helvetica) e lascia spazio a sufficienza tra le sezioni in modo da mettere in evidenza le informazioni.

  • Aggiungi il tuo numero di telefono e l’indirizzo email in alto, in modo che i potenziali datori di lavoro possano contattarti facilmente. 

  • Anche il blogging, i lavori da freelance o i lavori tipici della cosiddetta "gig economy" sono esperienze lavorative, quindi inseriscili.

  • Se non hai nessuna esperienza lavorativa, concentrati sulle competenze trasversali che hai acquisito all’università e su eventuali progetti accademici rilevanti.

  • Tralascia i risultati scolastici, a meno che non siano davvero straordinari. Difficilmente scrivere che eri il primo della classe colpirà un responsabile delle risorse umane.

  • Tieni a mente che, in media, dovrai inviare da 30 a 50 curriculum prima di ottenere un'offerta. La perseveranza è tutto!

DA NON FARE: Tralasciare di personalizzare la candidatura

Un CV e una lettera di presentazione efficaci non servono a nulla se li rivolgi alla persona sbagliata. Trovare il primo lavoro dopo la laurea è tutta questione di fare una buona impressione a uno sconosciuto. Secondo "StandOut CV", i recruiter impiegano mediamente da 6 a 8 secondi per scorrere un CV. Se i tuoi documenti sono troppo generici e non dimostrano che conosci bene l’azienda e il ruolo per cui ti stai candidando potrebbero essere scartati subito.

DA FARE: Avere un profilo LinkedIn

Potrà sembrarti il fratello maggiore antipatico dei social, ma LinkedIn può fare miracoli quando si tratta di ottenere un colloquio di lavoro. Uno studio recente ha rivelato che 122 milioni di persone hanno ottenuto un colloquio proprio tramite LinkedIn, mentre 35,5 milioni sono state assunte dopo essersi collegate con altri utenti sul sito. Ciò corrisponde a tre persone al minuto assunte tramite la piattaforma.

DA NON FARE: Dimenticare di rendere privati gli altri profili social

Alcuni potenziali datori di lavoro daranno un’occhiata ai tuoi account sugli altri social media (Facebook, Instagram, Twitter, TikTok) per cercare di capire meglio chi sei. Se non hai un’immagine pubblica impeccabile impostali tutti come privati.

Colloquio

DA FARE: Mostrarsi sicuri di sé

La sicurezza di sé deriva da tanti aspetti: vestirsi nel modo adeguato, avere un aspetto curato, arrivare in orario, conoscere l’azienda per cui ti candidi, dare risposte ragionate. Ecco alcuni consigli:

  • Scegli il tuo outfit la sera prima del colloquio, magari pensando allo stile dell’azienda.

  • Leggi il sito web dell’azienda e prendi qualche appunto.

  • Ripercorri le probabili domande e risposte del colloquio con un amico.

  • Metti la sveglia e arriva in anticipo, così puoi rilassarti un attimo prima di iniziare.

DA NON FARE: Essere arrogante

C’è una linea sottile tra la fiducia in se stessi e l’arroganza. Non vantarti, non esagerare ed evita di insistere troppo sui tuoi successi personali. Non denigrare altre persone. Cerca di usare frasi con "noi" invece di "io". Nei colloqui di gruppo, non devi per forza esporti e cercare di prendere il comando: leadership significa comprendere la situazione in cui ci si trova.

DA FARE: Fare domande

Pensa al colloquio come una chiacchierata più che un interrogatorio. Non sei lì solo per rispondere, ma puoi anche fare delle domande. Stila un elenco in anticipo, così farai vedere che ti sei preparato/a. Ecco qualche esempio:

  • Che formazione riceverò? Quali sono le opportunità di sviluppo professionale disponibili? 

  • Come si svolge una tipica giornata lavorativa?

  • Perché vi piace lavorare qui?

  • Quali sono gli obiettivi attuali dell’azienda?

DA NON FARE: Parlare senza sosta

Dai risposte brevi e puntuali. Secondo gli esperti di Interview Genie, le tue risposte dovrebbero durare da 30 secondi a 2 minuti per domande di base ("Perché vuoi questo lavoro?") e da 3 a 3,5 minuti per domande più approfondite ("Parlaci di un progetto impegnativo a cui hai lavorato"). Risposte che superano questi limiti sono troppo lunghe; la tua controparte potrebbe perdere interesse e non ascoltarti.

Il lavoro

DA FARE: Credere nel proprio valore

Se un’azienda vuole assumerti è indicativo del fatto che dovresti credere in te stessa/o. La sindrome dell’impostore è tanto diffusa da avere una pagina Wikipedia, ma questo non significa che devi per forza sentirti una truffa. Ricordati che vali, abbi il coraggio di esprimere la tua personalità sul posto di lavoro e non tirarti indietro dalle situazioni difficili. Se inizi con il piede giusto proseguirai nella direzione giusta. 

DA NON FARE: Puntare subito troppo in alto

Prima di negoziare il tuo stipendio, fai una ricerca sugli standard del settore e chiedi ad amici che lavorano quanto guadagnano. Così potrai farti un’idea di quanto puoi chiedere senza rischiare di avanzare richieste fuori dal mondo.

DA FARE: Avere il coraggio di andare via

Siamo arrivati alla domanda da un milione di dollari: quanto dovresti rimanere al tuo primo posto di lavoro? Secondo il sito TopResume, mediamente una persona mantiene un impiego per un periodo pari a 4,6 anni. Se possibile, cerca di tenere un lavoro per almeno due anni. Altrimenti, nelle opportunità future potresti apparire come un soggetto a rischio di fuga. Ma se il pensiero di alzarti la mattina per andare a lavorare ti riempie di angoscia, non aspettare troppo prima di iniziare a cercare un posto più adatto. Nel frattempo cerca di ottenere il massimo dal tuo impiego e, quando si presenta un’opportunità migliore, passa oltre e non guardarti indietro.

DA NON FARE: Cambiare lavoro come cambi vestiti

Cambiare ruolo perché quello attuale non è adatto va bene. Sfrecciare da una società all’altra come se stessi partecipando a una staffetta invece no. Quando cerchi il primo lavoro dopo la laurea, il tuo obiettivo dovrebbe essere trovarne uno dove puoi affinare le tue capacità in un contesto pratico. Se cambi lavoro ogni due per tre, il tuo curriculum e la tua esperienza lavorativa potrebbero soffrirne. Monster.com sostiene che se hai avuto sei impieghi diversi e non hai mantenuto nessuna posizione per più di un anno avrai meno probabilità di ricevere un invito a un colloquio.


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