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Il mondo delle criptovalute pullula di termini specialistici, che spaziano da coin a blockchain, passando per token. Soffermiamoci in particolare su quest'ultimo: cosa significa esattamente? E cos’è un token nel mondo delle criptovalute? 

In parole povere, i token sono dei beni digitali che operano sfruttando le blockchain esistenti anziché essere parte integrante e innata di una blockchain, come accade per la maggior parte delle criptovalute[link to N26 “What is Cryptocurrency?” article] attuali. I token possono essere usati in molti modi diversi: per esempio per accedere a un prodotto o a un servizio (attraverso utility token), per acquistare e vendere opere d’arte digitali (attraverso token non fungibili) o persino per speculare sul prezzo del caffè (attraverso commodity token).

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Tecnicamente parlando, ogni criptovaluta è un token. Ma in pratica, non è così che questo termine viene normalmente impiegato al giorno d’oggi. Lo si usa invece per descrivere qualsiasi valuta ad eccezione di Bitcoin ed Ethereum o, meglio, per descrivere beni digitali che sfruttano un’infrastruttura blockchain preesistente. Ed è proprio questa la definizione che approfondiremo nel nostro articolo. 

Adesso vediamo più da vicino cosa sono i token e come funzionano. Parlando in termini molto generici, i token sono creati per rispondere a fini specifici. Lo scopo dipende dall’organizzazione o dall’individuo che ha generato il token. Può trattarsi di qualsiasi cosa, dalla raccolta di fondi all’accesso a un servizio. I token sono decentralizzati, fungono da mezzo di scambio e utilizzano firme crittografiche per ragioni di sicurezza e di registrazione delle transazioni, grosso modo come accade per le altre monete virtuali. Ma ci sono alcune differenze sostanziali. 

Token e criptovalute: che differenza c'è?

Token e criptovalute sono molto simili (entrambi funzionano in maniera decentralizzata, per esempio), ma sono significativamente diversi nella struttura. Le criptovalute sono parte integrante della blockchain stessa (la criptovaluta Ethereum, per esempio, è parte inestricabile dell'omonima blockchain). I token, invece, non appartengono a una specifica blockchain; il loro uso è regolato da smart contract, cioè da protocolli software che definiscono le modalità in cui si svolgono le transazioni. 

Token e coin: che differenza c'è?

Ci sono somiglianze tra le “coin”, come il Bitcoin e il Litecoin, e i token: entrambi rappresentano un valore e possono essere usati per effettuare transazioni. Ma che differenze ci sono tra token e coin? Le coin sono frazioni di criptovaluta e si generano quindi dalla blockchain in questione, mentre i token sono costruiti su blockchain preesistenti. Se le coin sono fondamentalmente una rappresentazione digitale della valuta in questione, i token possono rappresentare un qualsiasi bene di valore e hanno quindi un significato molto più esteso. 

Token e altcoin: che differenza c'è?

Per capire la differenza tra un token e un altcoin dobbiamo vedere innanzitutto cos’è un altcoin. Il termine altcoin sta per “alternative coin” e si riferisce a qualsiasi criptovaluta che non sia il Bitcoin. A novembre 2021 se ne contavano almeno 14.000. La differenza tra token e altcoin è dunque la stessa che c’è tra token e coin in generale, ovvero che coin e altcoin sono supportate da blockchain proprie, mentre i token operano attraverso blockchain di altre coin.

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Come funzionano i token nel mondo cripto?

Ora che abbiamo capito grosso modo cosa sono i token, vediamo come funzionano. Per comprendere i token dobbiamo passare prima per la blockchain. La tecnologia blockchain unisce, o meglio, concatena “blocchi” di transazioni registrando tutta una serie di informazioni. Le regole alla base di un token sono sancite in uno smart contract, che in pratica è un programma archiviato sulla blockchain in questione, la quale registra anche le transazioni effettuate con quel token.

Facciamo un esempio per capire meglio. Ipotizziamo che tu sia un’organizzazione che sta cercando di raccogliere capitali con una ICO (Initial Coin Offering). Ciascun investitore che stanzia dei soldi per la tua impresa riceve dei token, nello specifico degli utility token, in cambio dell’investimento. I token sono custoditi nel suo wallet per criptovalute e disciplinati da uno smart contract. In seguito, gli investitori potranno scambiare questi token con servizi o prodotti dell’azienda; nel caso specifico, ci potrebbe anche essere l’opportunità di scambiarli con frazioni della criptovaluta in questione.

Che tipologie di token ci sono?

Cosa sono gli utility token?

Gli utility token sono la forma più comune di token nel mondo cripto. La loro funzione primaria è quella di fornire accesso ai titolari a un determinato prodotto o servizio. È per questo motivo che spesso gli utility token si usano nelle ICO: le nuove imprese alla ricerca di capitale possono offrire agli investitori utility token da utilizzare in qualsiasi modo decida l’azienda, per esempio per l’acquisto di beni o servizi da essa forniti.

Cosa sono i security token?

A differenza degli utility token, spesso usati come una sorta di buono omaggio per l’acquisto di un prodotto o di un servizio, i security token sono connessi con la proprietà di un bene già esistente. Ogni token di sicurezza rappresenta una frazione di un bene negoziabile, come una macchina, un quadro, un’azione o un immobile. Con i security token, le transazioni su questi beni sono registrate nella blockchain in modo da consentirne il tracciamento da parte dei titolari.

Cosa sono i commodity token?

Così come i security token, anche i commodity token sono una tipologia di token garantita da beni specifici già esistenti. Se i security token possono teoricamente fare riferimento a qualsiasi cosa abbia un valore, i commodity token possono essere garantiti soltanto da un tipo di beni noti per l'appunto come “commodity”, per esempio caffè, olio, oro e permettono di eseguire transazioni relative a tali materie prime nonché di registrarle nella blockchain.

Cosa sono i token non fungibili?

I token non fungibili rappresentano beni digitali che le persone possono possedere attraverso la blockchain, dove ne viene registrata anche la proprietà. Quel “non fungibile” che compare nel nome significa che questi token non possono essere scambiati: se ne possiedi uno vuol dire che possiedi uno specifico bene, unico e non scambiabile, come per esempio un’opera d’arte. In questa categoria rientrano gli NFT, finiti in prima pagina per le vendite da capogiro; ecco perché vale la pena di approfondire l’argomento.

Perché i token sono importanti nel mondo crypto?

Abbiamo spiegato che cosa sono i token e come funzionano, ma perché sono così importanti? I token possono essere usati per rappresentare in forma digitalizzata quasi qualsiasi bene esistente al mondo, registrando nella blockchain tutte le transazioni che lo riguardano. Si tratta di un'importante modalità inedita di registrare la proprietà dei beni e creare trasparenza, di cui stiamo appena iniziando a esplorarne le potenzialità. 

Il Bitcoin è un token?

Non esattamente. Sebbene tutte le criptovalute siano tecnicamente dei token, il Bitcoin solitamente non è considerato un token, bensì una coin. Questo perché è generato dalla blockchain che lo supporta. I token, invece, come già spiegato nell'articolo, operano su blockchain già esistenti. Di fatto, una sola blockchain offre spazio per tanti token diversi. Basti pensare che la rete Ethereum al momento ne ospita quasi mezzo milione.

Quali sono altri esempi di token?

Esistono centinaia di migliaia di token e ogni giorno ne vengono creati di nuovi. Essendo la definizione così vasta, i token possono essere usati in tantissimi modi diversi. Giusto per citarne qualcuno, gli Huobi token funzionano come un sistema di punti fedeltà basato su blockchain per gli acquisti effettuati tramite il sistema Huobi Global, mentre gli Status token permettono ai possessori di accedere ai servizi offerti dall'omonimo network di comunicazione.

Posso creare un token?

Certo che puoi, ma prima devi pensare bene all’approccio da seguire. Per creare un token ti serve una blockchain su cui operare. Al momento tantissimi token sfruttano lo standard ERC20 basato sulla blockchain Ethereum. Ci sono tante guide online che spiegano come fare, ma diciamo che avere qualche conoscenza tecnica ti sarà senz'altro di grande aiuto!

Come faccio ad acquistare un token?

Dipende dal token che stai cercando. Se è uno utility token associato a una ICO, il modo migliore è acquistarlo direttamente sul sito web della società che indice l’offerta. In alternativa, puoi avvalerti di piattaforme specializzate come Mettalex (per i commodity token) e INX (per i security token).

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