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La minaccia dei siti falsi per gli utenti di tutte le età

I siti falsi prendono di mira diverse fasce d'età. I più a rischio? Millennial e Gen Z. Scopri cosa fare e a cosa prestare attenzione per evitare le truffe online.

9' di lettura

Che tu sia Gen Z, Millennial, Gen X o Baby Boomer, gli e-commerce fasulli mirano anche alla tua fascia d'età. Un fake shop è un negozio apparentemente ufficiale, dietro al quale si nasconde un'attività fraudolenta che offre noti brand e prodotti a prezzi stracciati. I truffatori che gestiscono questi siti utilizzano sofisticate tecniche per adescare le vittime, spesso adattando le proprie strategie di approccio in base all'età degli utenti nel loro mirino.

Come banca digitale, vediamo migliaia di clienti cadere vittime di negozi falsi ogni anno. Purtroppo, chi è meno informato è più esposto a questo rischio, ma Chelsea Hutchinson, Security Analyst del team Trust & Safety, crede che le cose possano anche migliorare.

Studiando i dati, Chelsea ha identificato le principali strategie adottate dai truffatori a seconda delle diverse fasce d'età. Continua a leggere per scoprire cosa dicono le sue ricerche, il suo obiettivo è ridurre lo stress finanziario ed emotivo causato dal rischio di subire truffe online.

 

In che modo i truffatori sfruttano il nostro comportamento

Gli scammer si servono di specifiche tecniche psicologiche per adescare gli utenti nei propri negozi falsi. Secondo Chelsea, "gli esperti di minacce sanno cosa vogliono le persone e trovano il modo di sfruttare i loro desideri senza che se ne accorgano. Almeno finché ormai il danno è fatto". Anche se i nostri comportamenti in rete tendono ad essere diversi in base alle fasce d'età, ognuno di noi corre il rischio di cadere vittima di tecniche manipolative simili. Una di queste consiste nel creare un senso di urgente e indispensabile bisogno intorno a uno specifico prodotto. I truffatori inducono questo bisogno, per esempio, mostrando ed esaltando il prodotto come un'offerta speciale e limitata.

Chelsea spiega che si tratta di una forma di ingegneria sociale, "il cui scopo è interrompere il processo decisionale degli utenti. Mettendo in risalto occasioni invitanti in modo accattivante, gli scammer sono in grado di ottenere una risposta rapida da parte delle loro potenziali vittime." E una risposta rapida è proprio ciò di cui questo tipo di truffatori hanno bisogno per riuscire nel loro intento. Se la potenziale vittima della truffa passa molto tempo nel negozio falso, potrebbe iniziare a notare quegli elementi che rendono il sito meno ufficiale di quanto non sembrasse all'inizio.

 

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Quali fasce d'età sono più esposte alle truffe dei siti falsi?

Come abbiamo già detto, tutti possiamo essere vittime di truffe online, ma ci sono alcune fasce d'età più a rischio di altre per determinati motivi. Analizzando i dati del recente studio condotto dal team Trust & Safety, Chelsea ha scoperto che maggiore è l'età, più i consumatori sono diffidenti nei confronti degli acquisti online. "I Baby Boomer sono fortunati," afferma Chelsea, "perché sono i meno esposti alle truffe dei fake shop presenti in rete. Essendo cresciuti senza dispositivi digitali e senza Internet, tendono a preferire le interazioni in persona." Quanto a numeri, solo il 54% dei Baby Boomer dichiara di sentirsi sicuro quando fa shopping online, mentre la percentuale sale al 67% per i Gen Z che affermano di sentirsi del tutto a proprio agio con gli acquisti in rete. 

Chelsea associa questo senso di sicurezza online alla probabilità di ogni fascia d'età di subire una truffa. Mentre i Baby Boomer over 65 vittime di truffe online sono il 18%, il 27% dei Gen X, il 29% dei Gen Z e ben il 34% dei Millennial (che vuol dire uno su tre) è stato derubato del proprio denaro in rete. Infatti, secondo Chelsea, "di tutte le generazioni, i Millennial sono i più esposti ai rischi di frodi digitali. Oggi siamo più informati sulla finanza e siamo costantemente alla ricerca di investimenti convenienti. In altre parole, ci piacciono le buone occasioni. A volte l'entusiasmo prende il sopravvento e non controlliamo abbastanza prima di procedere con un acquisto. Il risultato finale? Veniamo truffati".

 

Fasce a rischio: uno spaccato generazionale

Anche se tecnicamente sono i Millennial la fascia più a rischio, il fatto che in media una persona su quattro sia stata vittima di una truffa online è sconcertante: "Quando sento di qualcuno che è stato truffato, mi ribolle il sangue", afferma Chelsea. "In quei momenti, sento che devo fare qualcosa. Chi deruba altre persone per il proprio guadagno viola i principi morali più basilari; per me, bloccare questo sistema è un dovere altrettanto morale."

Secondo la nostra Security Analyst, uno dei migliori modi per proteggersi da truffe e frodi è comprendere e saper riconoscere il modo in cui gli scammer agiscono. Come mostrano i risultati dello studio, i truffatori modificano le loro tattiche in base alla fascia d'età che vogliono colpire, molto spesso con ottimi risultati. Lo fanno sfruttando i canali e i mezzi più familiari a ciascuna generazione, attirando gli utenti in un falso senso di sicurezza prima di sottrarre il loro denaro. Ecco come ci riescono.

 

Gen Z (18-24 anni)

I Gen Z sono la generazione più preparata ed esperta secondo Chelsea, perché sono cresciuti nel mondo digitale di Internet. Questa stessa realtà però li rende estremamente vulnerabili a un particolare tipo di truffa online. "I Gen Z non devono pensare a come interagire con i propri dispositivi: per loro è spontaneo, è la loro seconda natura. Questo però talvolta può equivalere a una minore consapevolezza e quindi a una maggiore vulnerabilità, che può essere sfruttata da chi muove le minacce". 

Proprio perché per loro Internet è così familiare, lo studio indica che i Gen Z sono più propensi a fidarsi e a ritenere le piattaforme dei social media più sicure di quanto non lo siano in realtà. L'inconsapevolezza può portarli a trascurare i principali segnali di allarme che invece potrebbero essere colti dalle generazioni più anziane. Di conseguenza, Chelsea sostiene che i Gen Z abbiano maggiori probabilità di essere nel mirino delletruffe dei social media, come pubblicità e annunci fasulli, o di essere adescati come “money mule” nelle piattaforme peer-to-peer.

 

Millennial (25-40 anni)

La maggior parte dei Millennial sono diventati adulti durante la Grande Crisi. Di conseguenza, sono portati di frequente a destreggiarsi tra la mentalità conservatrice imposta loro dai genitori e le conseguenze finanziarie della crisi. Ciò significa che spesso "cercano modi per risparmiare o generare denaro". Lo sanno bene gli scammer, che spesso mirano ai Millennial "via e-mail, SMS e social media". Inoltre, i Millennial sono "più propensi ad essere truffati in acquisti, anticipi, rimborsi del debito e in offerte di lavoro, in misura significativamente maggiore rispetto a qualsiasi altra generazione.

Quindi, paradossalmente, spesso è proprio il loro conservatorismo finanziario a farli incorrere nelle truffe, "molti di noi [Millennial] prestano parecchia attenzione alla gestione delle proprie finanze e farlo nel migliore dei modi è fondamentale. Quando vediamo qualcosa che fa al caso nostro, vogliamo accaparrarcelo in fretta", afferma Chelsea. Quindi, quando un fake shop o una richiesta di riduzione del debito sembrano offrire un investimento piuttosto interessante, un Millennial rischia di cascarci più di altri. "Una regola d'oro: se un'offerta sembra troppo bella per essere vera, è bene fermarsi un attimo e riflettere. Bisogna sempre procedere con cautela e attenzione."

 

Gen X (41-56 anni)

Pur non essendo spiriti tecnologici come i Millennial o i Gen Z, i Gen X sono frequenti utilizzatori di Internet. Tuttavia, secondo Chelsea "le piattaforme con cui hanno maggiore familiarità non sono le app, ma le e-mail e gli SMS". "Essendo cresciuti in un periodo di rivoluzione e innovazione, molti di loro [Gen X] hanno sviluppato un forte senso di fiducia in se stessi e un atteggiamento anti-istituzionale, tali per cui sono tipicamente meno esposti alle truffe che fanno leva sulle minacce delle autorità in seguito a mancati pagamenti." I risultati di Chelsea mostrano che i Gen X sono, da un lato, i meno esposti alle truffe mascherate da minacce governative ma, dall'altro, la fascia d'età più propensa a cadere nelle truffe di prestiti, lotterie e ritiro pacchi.

 

Baby Boomer (57-75 anni)

I Baby Boomer hanno conosciuto Internet piuttosto tardi, per questo "hanno una predilezione per le interazioni scritte, di persona o comunque verbali" piuttosto che per le interazioni via computer o cellulare. Quando acquistano prodotti su Internet sono tendenzialmente molto più scettici e "molti di loro preferiscono visitare i negozi fisici dove (si spera) saranno accolti da volti amichevoli e potranno rivolgere le loro domande di persona". 

Il loro scetticismo, secondo Chelsea, evita che molti Baby Boomer cadano nelle truffe dei negozi falsi. È più probabile, di conseguenza, che i truffatori raggiungano questa generazione via telefono o posta. Ancora peggio, "dato che molti anziani sono isolati e soli, i truffatori sfruttano questo stato emotivo per raggiungere i loro obiettivi." Chi appartiene a questa generazione "è più esposto al rischio di truffe fiscali, sanitarie e finanziarie".

 

Come proteggersi dalle truffe online, ad ogni età

Qualsiasi sia la tua fascia d'età, Chelsea ti suggerisce alcuni segnali a cui prestare attenzione per evitare le truffe online:

  • Non fidarti degli e-commerce che permettono di effettuare i pagamenti solo con bonifico bancario. "Le aziende affidabili sanno che i loro clienti vogliono avere più alternative. Verifica che siano disponibili altre opzioni di pagamento come PayPal, Mastercard e Visa. Queste aziende sono soggette a rigide normative sui fornitori e offrono protezione ai propri acquirenti", aggiunge Chelsea.
  • Di solito un negozio falso non è presente in rete al di fuori del proprio sito web. "In genere, i negozi falsi non hanno una presenza online oltre al sito di e-commerce. Se cerchi qualche informazione, non troverai recensioni, profili aziendali o interazioni pubbliche di alcun tipo." Prova ad effettuare delle ricerche per verificare che altri siti web reindirizzino gli utenti a questo sito; di solito, è sinonimo di legittimità. Chelsea suggerisce anche di controllare se il sito in questione è riportato nell'archivio dei fake shop di Watchlist Internet, sempre tenendo presente che questa risorsa non è la sola a cui affidarsi.
  • Controlla i link ai social media dello shop online. "Una cosa da tenere d'occhio sono i link ai social media che non portano a nessun'altra pagina. Se clicchi su questi link, è probabile che non aprano altre pagine ma che rimandino alla stessa pagina su cui ti trovi".
  • Fai attenzione ai segnali ricorrenti dei siti web costruiti male. "Per esempio, potrebbero esserci spaziature irregolari tra le parole, elementi fuori posto ed errori ortografici. Non farti ingannare nemmeno dalle politiche di reso e dalle informative sulla privacy! Gli scammer aggiungono questi elementi per far apparire i loro siti come ufficiali e affidabili, ma è l'ennesimo stratagemma per ingannare gli utenti. È solo una messa in scena, niente di più".

 

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