Illustrazione della residenza.

Expat europei e non solo: come ottenere la cittadinanza italiana

Nascita, matrimonio, residenza: le regole per chiedere la cittadinanza italiana, i requisiti di legge e i documenti da allegare.

8' di lettura

Come ottenere la cittadinanza italiana? Gli expat, ovvero gli stranieri che risiedono in Italia, non diventano automaticamente cittadini del nostro paese anche se ci sono effettivamente nati. Ma c’è una possibilità: la richiesta di cittadinanza italiana, ovviamente subordinata a una serie di requisiti abbastanza stringenti, e all’obbligo di seguire una procedura complessa e di presentare documenti che ne provano il diritto. Casi e possibilità che esamineremo in questa breve guida. 

Cittadinanza italiana, requisiti generali

Innanzitutto una premessa generale sui requisiti per la cittadinanza italiana. La via principale per essere cittadini italiani è quella di nascere da genitori italiani: nel nostro ordinamento vige lo ius sanguinis, quindi se uno dei tuoi genitori è italiano, anche tu lo sei automaticamente dalla nascita, anche se sei nato all’estero e non hai mai messo piede in Italia. Vale anche se i genitori sono adottivi, quindi in tutti i casi di adozione internazionale di minori, i figli acquistano la cittadinanza italiana.

Lo ius soli, cioè la regola secondo la quale basta nascere in una nazione per diventarne cittadino, come negli Stati Uniti, non è la regola generale italiana, anche se si è più volte proposto e dibattuto il suo inserimento. 

Casi in cui è applicabile lo ius soli

Esistono delle ipotesi residuali di ius soli. Se la persona nasce su territorio italiano, acquista la cittadinanza in tre casi:

  • Se i genitori sono apolidi, cioè non sono cittadini di nessuno Stato
  • Se i genitori sono ignoti
  • Se i genitori sono cittadini di uno Stato dove non vige lo ius sanguinis, e quindi non trasmetterebbero al figlio la propria cittadinanza

In questi casi, il bambino appena nato non acquisirebbe alcuna cittadinanza, e quindi si è deciso di dare rilievo al luogo di nascita. 

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Cittadinanza italiana per stranieri

Per gli stranieri la cittadinanza italiana si ottiene fondamentalmente in due modi: matrimonio e residenza. Vediamo i casi separatamente.

Come si ottiene la cittadinanza italiana per matrimonio

In base alla legge n. 91 del 1992 (articolo 5), il coniuge del cittadino italiano può ottenere la cittadinanza italiana grazie al matrimonio, ma non subito dopo il matrimonio e come sua diretta conseguenza. Quindi chi ha sposato un italiano o un’italiana, e sia straniero o apolide, può richiedere di diventare cittadino italiano: 

  • Dopo due anni dal matrimonio, se risiede in Italia, oppure 
  • Dopo tre anni, se risiede all’estero. 

Naturalmente il matrimonio deve essere ancora valido, non dev’essere cioè intervenuto un evento come lo scioglimento, l’annullamento, la cessazione degli effetti civili (in caso di matrimonio religioso) e nemmeno la separazione.

Attenzione perché se ci sono dei figli nati o adottati dagli sposi, i termini sono dimezzati: quindi un anno di attesa prima della richiesta, o un anno e mezzo se la residenza è all’estero. 

Chi deve approvare la richiesta di cittadinanza per matrimonio 

Chi dà il via libera è il prefetto della provincia di residenza, in caso appunto in cui il coniuge sia residente in Italia. Sarà invece il Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, se il coniuge straniero ha la residenza all’estero. Se però, per qualche motivo, è coinvolta la sicurezza della Repubblica, la palla passa al Ministro dell’Interno.

Come ottenere la cittadinanza italiana per residenza

Per un expat, la via maestra per ottenere la cittadinanza in Italia senza essere italiani dalla nascita è semplicemente: viverci. Sempre la legge n. 91 del 1992 (stavolta all'articolo 9), prevede che la cittadinanza venga concessa al richiedente tramite residenza con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’interno, e articola una serie di casi.

I requisiti per ottenere la cittadinanza tramite residenza

A seconda dei casi, varia la durata richiesta per la residenza:

  • Tre anni: se la madre, il padre o i nonni sono stati cittadini italiani per nascita (gli anni scendono a due se si tratta di minorenne che raggiunge la maggiore età e dichiara entro un anno di voler acquistare la cittadinanza); o se è nato in Italia. Diverso è il caso della persona che nasce in Italia ma ha la cittadinanza straniera: in questo caso, deve aver risieduto qui senza interruzioni e può fare richiesta entro un anno da quando diventa maggiorenne
  • Quattro anni: se lo straniero è cittadino di uno stato membro dell’Unione europea
  • Cinque anni: se lo straniero è maggiorenne ed è stato adottato da un italiano
  • Sempre cinque anni, se lo straniero è apolide
  • Dieci anni infine, in tutti gli altri casi: se lo straniero insomma non ha dalla sua nient’altro se non la residenza

Sintetizzando, i casi principali in cui rientrano la maggior parte delle persone sono due, e tra questi c’è una grande differenza: per i cittadini europei la cittadinanza italiana si ottiene dopo 4 anni di residenza, invece gli extracomunitari per diventare italiani devono risiedere regolarmente in Italia da almeno 10 anni.

Sono previste però due eccezioni

  • La concessione della cittadinanza italiana allo straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato (come dipendenti stranieri di ambasciate e consolati, o di uffici dislocati fuori dall’Italia). 
  • La cittadinanza per meriti: lo straniero diventa cittadino italiano quando ha reso eminenti servizi all'Italia, o quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato.

Cittadinanza italiana: i tempi per ottenerla

In favore di chi chiede la cittadinanza italiana, sono stabiliti dalla legge dei termini affinché la pubblica amministrazione non lasci in sospeso le persone per troppo tempo: per le domande presentate fino al 20 dicembre 2020, il termine è di 48 mesi; per le richieste successive a quella data, il termine massimo di conclusione dei procedimenti di concessione della cittadinanza italiana è di 24 mesi, prorogabili fino ad un massimo di 36 mesi.

Richiesta cittadinanza italiana: i requisiti 

Oltre alla residenza, quali sono i requisiti per avere la cittadinanza italiana? La conoscenza della lingua, il reddito e la fedina penale immacolata sono sicuramente degli ottimi punti. Ognuno di questi requisiti però non è tassativo, nel senso che possono esistere casi in cui la finalità voluta dalla ratio legis è raggiunta in altro modo.

Per esempio per quanto riguarda la conoscenza della lingua per diventare cittadini italiani, il livello B1 può essere dimostrato in vari modi: o con un titolo di studio (che si può autocertificare se è stato conseguito in un istituto pubblico) o con la certificazione prodotta da uno degli enti certificatori (sono quattro in Italia). In ogni caso da questi obblighi sono sottratte le persone che hanno sottoscritto l'accordo di integrazione obbligatorio per ottenere il permesso di soggiorno, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Anche il requisito del reddito è elastico, anche se in linea di massima si utilizza il tetto per l'esenzione della spesa sanitaria, cioè un reddito non superiore a 8.263,31 € annui, incrementato a 11.362,05 € in presenza di coniuge a carico e con un'aggiunta di 516,46 € per ogni figlio a carico.

Infine l'assenza di precedenti penali, non prevista dalla legge ma considerata un requisito naturale, non è inderogabile. Si valuta caso per caso la gravità dell'illecito commesso e la pericolosità sociale di chi fa la richiesta.

Documenti per la cittadinanza italiana

Dai requisiti discendono direttamente i documenti necessari per la cittadinanza italiana. Chi fa la richiesta deve presentare: 

  • Documento di riconoscimento (carta d’identità italiana o passaporto)
  • Atto di nascita rilasciato dal Paese d’origine
  • Certificato penale formato dalle autorità del Paese di origine
  • Certificazione attestante la conoscenza della lingua italiana (esclusi i casi che abbiamo detto sopra)
  • Ricevuta del pagamento del contributo di 250,00 € previsto
  • Estremi della marca da bollo telematica di 16 €

A seconda poi della natura su cui si fonda la richiesta, possono servire l’atto di matrimonio e il documento del coniuge, o il certificato storico di residenza e i modelli CU, UNICO o 730.

La procedura per richiedere la cittadinanza italiana è telematica, tramite il portale dei servizi del Ministero. Attenzione però: il servizio non è disponibile 24 ore su 24, ma solo in orari “di ufficio”: dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 20:00; il sabato dalle 08:00 alle 14:00. 

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Come ottenere la residenza in Italia

Abbiamo quindi visto che, salvi i casi di matrimonio, il requisito fondamentale per avere la cittadinanza italiana è la residenza. Allora la domanda sorge spontanea: come ottenere la residenza in Italia? La residenza legale si ottiene attraverso l'iscrizione all'Anagrafe della popolazione residente di un Comune. 

C’è differenza tra residenza e permesso di soggiorno: quest’ultimo è presupposto dalla residenza, nel senso che se non si è regolarmente soggiornanti non si può chiedere la residenza, come pure sono presupposti la regolarità dell’ingresso in Italia e l’iscrizione anagrafica.

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L’articolo che hai appena letto è stato redatto con la massima accuratezza a partire da fonti ufficiali, leggi e siti istituzionali. Nonostante tutto, però, non appartiene a un sito governativo: considerando che le normative possono cambiare nel tempo, prima di compiere azioni concrete ti invitiamo a consultare il sito web del Ministero dell’Interno per le informazioni generali sulla cittadinanza italiana e i link utili per richiederla sullo stesso portale.

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