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CIG e CUP: una guida completa

Scopri come operare con le PA in maniera trasparente e completamente tracciabile con i codici CIG e CUP.

6' di lettura

Se ti trovi ad avere rapporti economici con la Pubblica Amministrazione, in particolare quando è previsto l’utilizzo di fondi pubblici, l’identificabilità delle operazioni e la loro registrazione passo per passo è fondamentale, sia per ragioni fiscali che per evitare il rischio di un’eventuale infiltrazione di attività illecite. 

A questo scopo, per garantire una corretta collaborazione con gli enti pubblici, esistono dei codici univoci che rendono le operazioni visibili e trasparenti in ogni momento: i codici GIC e CUP. Vediamo insieme cosa sono e come funzionano.

CIG e CUP: cosa sono

Il codice CIG e il codice CUP sono dati che vanno inseriti all’interno dei documenti amministrativi e delle fatture elettroniche emesse verso la Pubblica Amministrazione. Il codice CIG (Codice Identificativo Gara) è formato da 10 caratteri alfanumerici ed è fondamentale per indicare in maniera univoca una gara d’appalto, mentre il codice CUP (Codice Unico di Progetto) è formato da 15 caratteri alfanumerici e identifica un progetto di investimenti pubblico.

Entrambi sono molto importanti per tenere traccia e per garantire trasparenza alle transazioni pubbliche di denaro.

Codice CIG: significato e modalità per richiederlo

Il codice CIG serve a garantire la tracciabilità e la corretta individuazione di una gara d’appalto pubblica. In altre parole, permette di identificare un contratto sottoscritto con la Pubblica Amministrazione in seguito ad appalto o affidamento. 

Prima dell’indizione di una procedura di gara, il responsabile del procedimento (RUP) effettua la richiesta del codice CIG, che viene generato dal sistema informatico SIMOG (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Gare) dell’ANAC (Autorità Anticorruzione). Una volta inviata la richiesta, è necessario registrarsi al SIMOG, nella sezione “Servizi” del menù. Successivamente, i codici assegnati (uno per ogni lotto) vengono perfezionati entro 90 giorni dal momento dell’acquisizione.

Esistono quattro tipi di CIG:

  • Smart CIG, o semplificato
  • CIG master
  • CIG Padre
  • CIG figlio, o derivato

Lo Smart CIG si ottiene attraverso una procedura semplificata. Viene concesso nelle gare di importo contenuto, in base alle indicazioni del Codice appalti. I casi in cui si può richiedere lo Smart CIG semplificato sono i contratti di importo inferiore a 40.000 €, appalti aggiudicati ad un’impresa collegata (come indicato dall’art. 7 del Codice Appalti), concorsi e contratti di progettazione basati su regole internazionali (art. 16), contratti secretati (art. 162), qualunque sia il loro valore economico.

Il CIG master può essere richiesto nelle gare di appalto che comprendono una molteplicità di lotti. In caso dell’aggiudicazione di più lotti ad un unico operatore, uno dei codici CIG dei singoli lotti viene eletto a CIG master e può essere utilizzato per il pagamento di ciascun lotto.

Il CIG padre viene richiesto nell’ambito degli appalti realizzati in modalità “convenzione e accordo quadro” e individua le procedure di selezione dei contraenti. Il CIG figlio è il codice CIG per identificare i singoli contratti stipulati in seguito ad accordi quadro o convenzioni con la Pubblica Amministrazione, ed è collegato al CIG padre.

Il codice CUP: cos’è e come si richiede

Il codice CUP va indicato nei documenti amministrativi e contabili e serve per rendere tracciabile e trasparente qualsiasi progetto che faccia uso di fondi pubblici. La sua richiesta va effettuata fin dalle prime fasi di avvio di un piano ed è obbligatoria per qualsiasi progetto realizzato utilizzando risorse provenienti da bilanci di enti pubblici o di società a partecipazione pubblica, in maniera diretta o indiretta o comunque che coinvolgano il patrimonio pubblico nazionale, regionale o europeo, anche se realizzati con risorse private.

Per richiedere il codice CUP è necessario registrarsi al sistema CUP e, come indicato dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, inserire i dati relativi al progetto quali:

  • natura e tipologia (realizzazione di lavori pubblici, acquisto di beni, concessione di incentivi ad unità produttive, ecc.)
  • settore d’intervento
  • localizzazione territoriale specifica
  • copertura finanziaria
  • settore di attività economica prevalente del soggetto beneficiario dell’investimento pubblico.

Queste informazioni vengono salvate e non sono modificabili. Il CUP che viene creato è immutabile nel tempo. Per maggiori informazioni, puoi consultare il sito dedicato del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica.

CIG, CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) e CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) 

L’acronimo CIG (Codice Identificativo Gara) non dev’essere confuso con l’identica sigla CIG che identifica la Cassa di Integrazione Guadagni, ovvero l’ammortizzatore sociale che offre una prestazione economica, erogata dall'INPS o INPGI, a sostegno dei lavoratori sospesi dal rapporto di lavoro, che lavorano a orario ridotto e che hanno maturato un’anzianità lavorativa effettiva di almeno 90 giorni presso l’impresa interessata. La durata massima è di 24 mesi (o di 30, per le imprese legate all’edilizia e nel campo del materiale lapideo) in un quinquennio mobile. La Cassa di Integrazione Guadagni è rivolta a operai, impiegati e quadri intermedi, non sono invece idonei alla prestazione i lavoratori a domicilio e i dirigenti.

 Esistono due tipi di CIG:

  • CIGO (Cassa di Integrazione Guadagni Ordinaria), cioè l’indennità per i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti ed esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio. Può essere attivata in caso di sospensione lavorativa causata da eventi transitori non imputabili all'azienda o agli addetti, come una crisi temporanea di mercato, o per intemperie stagionali. Le risorse vengono messe a disposizione dall’INPS (o dall’INPGI).
  • CIGS (Cassa di Integrazione Guadagni Straordinaria), cioè l'indennità per integrare la retribuzione di lavoratori di aziende che devono affrontare situazioni di crisi, riorganizzazione o ristrutturazione aziendale o contratti di solidarietà difensivi. Anche in questo caso, possono usufruire del beneficio i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, esclusi i dirigenti e gli apprendisti. Le risorse vengono messe a disposizione dal Ministero per il Lavoro e per le Politiche Sociali. 

A queste si aggiungerebbe la cosiddetta Cassa/CIG Covid, in vigore fino al 31 dicembre 2021, che però non è stata prorogata per il 2022. Per l’anno in corso, infatti, la legge di Bilancio 2022 ha preparato una riforma degli ammortizzatori sociali: il sostegno ai lavoratori delle imprese più in difficoltà viene esteso anche al FIS, il Fondo di integrazione salariale, che interesserà tutti i datori di lavoro che hanno alle loro dipendenze almeno un lavoratore. Invece, la cassa integrazione ordinaria (CIGO) e straordinaria (CIGS) resterà a sostegno delle imprese sopra i 15 dipendenti.

 Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’INPS puoi trovare maggiori informazioni su CIGO, CIGS e FIS.

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